Codice Deontologico

 




CODICE DI COMPORTAMENTO DEI SOCI ASETRA



I Soci Asetra, presa visione del Codice Deontologico, si impegnano a condividerlo e ad osservarlo

Un insieme di sentimenti positivi verso gli esseri viventi, chiamato biofilia, ha dato e dà grandi vantaggi alla nostra specie. Tra questi, la compassione e l’empatia verso gli animali, che sono molto legate a compassione e empatia verso gli esseri umani. La crudeltà verso gli animali è sovente connessa a crudeltà verso gli esseri umani.
Numerose culture riconoscono ad ogni forma di vita un valore. L’opinione che tutti i viventi hanno diritti fondamentali dovrebbe essere rispettata ancor più se si tiene presente che l’insieme dei viventi, la biodiversità, è ritenuto dalla Comunità internazionale un valore in sé, oltre che una fondamentale risorsa per il futuro dell’umanità.
Per quanto riguarda gli animali domestici, che sono parte rilevante della biodiversità mondiale, sono ormai diffuse e affermate con decisione opinioni che riconoscono ad essi:
- il diritto alla vita
- la libertà dalla tortura, dalla fame e dalla sete
- la libertà di esprimere la propria individualità.

Coloro che fanno parte dell’Associazione di Studi Etologici e Tutela della Relazione con gli Animali agiscono nella vita personale e professionale in maniera da essere coerenti con le considerazioni che seguono:
1) Le pratiche che consentono di mantenere gli animali in gabbia, in trappola, incatenati, isolati, mutilati, tenuti a digiuno o alimentati a forza non possono avere alcuna giustificazione né in campo economico né in campo scientifico.
2) Alcune culture, tra le quali quella diffusa nei Centri industrializzati nel pianeta dominano sugli animali grazie all’apparato scientifico tecnico, non perché questa sia “moralmente” superiore né perché esista un “diritto” a sfruttare i più deboli
3) L’umanità è parte del regno animale, non separata da esso. E’ perciò opportuno promuovere una relazione a due vie, con gli altri animali, in cui ogni parte dà e riceve.
4) E’ opportuno tenere conto degli altri animali anche quando si orientano eticamente le scelte legate ai consumi e al lavoro, al tempo libero e all’impegno sociale. Nella crisi della politica un modo efficace di esprimere la propria opinione è esattamente quando si acquista una merce. Nella società consumistica l’azione di ognuno è importante quanto un voto.
5) Nella società dello spettacolo, non è opportuno aver paura di denunciare pubblicamente gli abusi e farci portavoce delle opinioni positive e eticamente orientate nei riguardi degli altri animali. La pressione dell’opinione pubblica è stata spesso efficace nell’ottenere un trattamento più corretto nei loro confronti. Occorre superare, con la qualità, il rumore di fondo che pervade i mezzi di comunicazione.

Il codice di comportamento ASETRA

1) La deontologia degli iscritti ad ASETRA è l’insieme dei principi e delle regole etiche e comportamentali, a carattere prescrittivo, che ogni socio deve osservare. Essa rispecchia i princìpi ispiratori di ASETRA che considera l’animale soggetto importante e meritevole di tutela nella relazione con l’essere umano ed impegna chiunque partecipi all’attività associativa a riconoscere e garantire il rispetto delle fondamentali esigenze etologiche, oltre che fisiologiche, degli animali. La non osservanza del presente codice provoca la radiazione dell’iscritto dall’associazione, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo.
2) Il presente codice si applica a tutti i soci ed in particolare a coloro che operano nei diversi campi del comportamento animale:

  • Allevatori: appassionati dediti alla selezione della razza pura che allevano nel rispetto delle esigenze fisiologiche e etologiche degli animali.
  • Comportamentalisti: laureati in discipline biologiche o affini che abbiano conseguito una specializzazione o un master universitario in Etologia degli animali d’affezione;
  • Medici Veterinari Comportamentalisti: medici veterinari che abbiano conseguito una specializzazione o un master universitario in Etologia degli animali d’affezione.
  • Educatori cinofili: figure professionali che svolgono attività di educazione cinofila e che affiancano il veterinario comportamentalista ed il comportamentalista nelle terapie di comportamento.

3) Ogni socio ordinario è tenuto a curare la propria preparazione culturale e professionale e ad aggiornarla costantemente, anche con la frequenza di corsi appositamente organizzati dall’Associazione e ad esercitare la propria professione nel rispetto dei principi di correttezza, riservatezza, obiettività e disponibilità.
4) I soci promuovono la reciproca collaborazione al fine di ottenere una migliore realizzazione delle professionalità individuali, nella tutela del benessere dell’animale. Essi rifiutano il ricorso a qualsiasi tipo di pratica che, in ogni modo, comporti dolore e/o sofferenza per l’animale, impegnandosi a tutelarne il benessere in ogni fase della vita e a promuoverne una corretta relazione con l’essere umano.
5) Gli Educatori Cinofili ed i Comportamentalisti collaborano con il Medico Veterinario Comportamentalista nella risoluzione delle patologie comportamentali, impegnandosi inoltre a promuovere la consulenza veterinaria per una corretta gestione comportamentale dell’animale. La pratica del loro lavoro, svolta nel rispetto delle regole etologiche, è ispirata al benessere animale e alla qualità della relazione cane-proprietario-società ed esclude qualsiasi forma di coercizione o comportamento sconveniente al raggiungimento di questi scopi.
6) Le patologie comportamentali dovranno essere affrontate dopo che sia stato verificato il buono stato di salute dell’animale da parte del Medico Veterinario curante.
7) Gli allevatori si impegnano a perseguire la selezione di riproduttori esenti da patologie ereditarie, di cui sia nota la predisposizione, e da caratteristiche comportamentali che possano minare il benessere dell’animale e la sua relazione con l’essere umano, nonché risultare problematiche per i rapporti sociali inter e intraspecifici.
8) Gli allevatori favoriscono in ogni modo una corretta socializzazione ed un adeguato arricchimento ambientale sia dei cuccioli sia dei riproduttori
9) Gli allevatori si impegnano a consegnare cuccioli e gattini ai nuovi proprietari non prima della fine dell’8a settimana di vita e, se possibile, non oltre la decima.
10) Gli allevatori si impegnano a far riprodurre le cagne non più di una volta in un anno (salvo si sia verificata la morte della cucciolata precedente), non prima dei 18 mesi di età e non oltre l’ottavo anno. Le femmine sottoposte a taglio cesareo per 2 volte consecutive saranno escluse dal programma riproduttivo.
11) Gli allevatori si impegnano a curare convenientemente gli animali anziani.


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