Il primo cane non si scorda mai


Il primo cane non si scorda mai
di Danilo Mainardi

Regalare un cane ad un bambino può essere una iniziativa bellissima, la scelta giusta per offrirgli non solo divertimento, ma anche l’occasione per fare utili esperienze . Per aiutarlo addirittura a crescere.
Chiunque da giovane ha avuto un cane per amico lo sa.
Si cresce insieme e, se va bene, il cane accompagnerà il suo compagno di giochi fino all’università, forse anche oltre. E quante sono le persone, uomini e donne, che ancora si ricordano del loro primo cane?
I cani, ottimo regalo: i figli saranno meno egoisti.
Quel cane che, con lo scorrere del tempo, viene sempre più idealizzato fino a diventare mitico. È comunque una scelta importante, per i genitori, da meditare bene.
Perché occorre la famiglia giusta perché tutto funzioni. Indispensabile è la consapevolezza che il nuovo ospite non umano diverrà un membro effettivo e stabile della famiglia.
Occorrerà sapere come farlo crescere e il comportamento degli adulti sarà un esempio fondamentale per il bambino. Imparerà così il rispetto per chi è diverso ma comunque intelligente, sensibile, affettivo.
Se poi il bambino verrà coinvolto nella cura del suo cane sicuramente crescerà più responsabile, più attento ai bisogni altrui, dunque meno egoista. Imparerà a leggere il suo comportamento, i suoi inviti al gioco ma anche la sua naturale aggressività. Divenuto competente, saprà lui stesso come comportarsi. Sembra cosa di poco conto, ma purtroppo la stragrande maggioranza dei bambini aggrediti dai cani - evento comunque rarissimo - è rappresentata proprio da quelli che hanno culturalmente ereditato da qualche membro della famiglia la fobia per questi animali e che, di conseguenza, emettono risposte e segnali pericolosamente sbagliati.
Infine ogni tanto succede che un bambino per qualche motivo si perde e viene poi ritrovato da un cane appositamente addestrato.
Pensate allora al suo sollievo, al suo conforto immediato, se si tratta di un bambino abituato a considerare i cani positivamente, mentre invece quale surplus di terrore l’aspetta se a quel povero bambino è stato insegnato a temere questi peraltro nobilissimi animali.

Tratto dal Corriere della Sera del 4 aprile 2006


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