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Ibridazione dei cani del Caucaso con i Lupi

Dott.ssa Barbara Gallicchio


Uno studio genetico recentissimo apparso sul Journal of Heredity dimostra che nelle regioni del Caucaso (Georgia), il genoma di molti cani del tipo autoctono da guardia delle greggi presenta evidenza di DNA lupino e viceversa:
Dal confronto tra aplotipi di mt-DNA (mitocondraile) di cani dal Caucaso (Georgia) e Lupi della zona
1. La gran parte dei cani segrega con la linea genetica dei cani dell’Asia dell’Est
2. la gran parte dei lupi segrega con la linea genetica dei lupi europei
3. il 20% dei lupi e il 37% dei cani condivide il mt-DNA
Di cui il 10% dei lupi ha ancestrali canini e il 20% dei cani ha ancestrali lupini riconoscibili
4. Il 2-3 % dei cani e dei lupi sono ibridi F1

Si evince quindi che il flusso genetico tra le popolazioni è stato ininterrotto per millenni, favorendo di certo vigore e robustezza nei cani aborigeni.
Questi scambi sono resi possibili solo perché gli isomorfismi fenotipici e comportamentali sono spiccati, a partire dalle dimensioni e dal temperamento.
La taglia dev'essere infatti compatibile (anche incroci vaganti sono stati testati ma non fanno parte di questo flusso) per consentire accoppiamenti occasionali.
I cani devono essere relativamente free ranging e i lupi molto diffusi (Anatolia, Caucaso, Iran, Iraq,Turkmenistan)

Davvero sorprendente, allora, è l'ovvia deriva ecologica ed etologica, e cioè che il flusso di ibridazione ha introdotto sangue lupino in cani che vivono a contatto con il bestiame, e non è difficile immaginare una certa propensione in alcuni di questi cani "in between" a lasciarsi stimolare alla predazione.
Inevitabilmente allora deve essere occorsa una drastica selezione sul campo ad opera dei pastori atta a consentire solo ai soggetti "adatti" di vivere nelle greggi.
Questa è la deduzione dei ricercatori stessi.
I genetisti concludono confermando che il flusso termina solo con l’isolamento delle popolazioni (entrambe) ovvero dove i lupi scompaiono dai territori o quando i cani sono isolati perchè registrati nei libri genealogici dei Kennel Club e sottratti all'accoppiamento casuale, ma a quel punto - possiamo proprio dirlo - non sono più neppure gli stessi cani.

Nelle foto:
in alto: livestock guarding dog;

in mezzo: livestock guarding dog con linea ancestrale lupina (F1)

in basso: lupo (tutti i lupi dalle regioni suddette - Kazbegi, Georgia).

L'immagine può contenere: sMS



Fury: cucciola antibracconaggio

Dott.ssa Barbara Gallicchio




Una cucciola di AfriCanis, scelta fra moltissimi girando per i villaggi, pescata dalla strada in Zambia, sarà addestrata per diventare la prima unità cinofila "aborigena" anti-bracconaggio con il notevole intento di scovare i bracconieri che stanno sterminando gli elefanti africani per l'avorio, una battaglia che i conservazionisti - anche quando sono i governi stessi -stano perdendo.
AfriCanis Land Race: la popolazione omogenea di Village Dogs che si è evoluta in modo naturale nelle regioni più a sud del continente africano; il cane degli Zulu, perfettamente adattato all'ambiente peculiare di quelle terre difficili, per il caldo, la scarsità d'acqua, i parassiti e dove i cani europei spesso non sopravvivono proprio perchè impreparati a livello fisiologico ad affrontare il clima e a livello immunitario a combattere contro aggressivi protozoi o virus endemici. Quello che colpisce poi, in questi cani, è la grande competenza sociale che consente loro di essere accettati e perfettamente integrati nella vita del villaggio, e queste capacità funzionali sociali sono evolute proprio per consentire ai cani di trovare il modo di inserirsi armoniosamente. Sono più prettamente guardiani delle capanne e del bestiame che, come è noto, sono, con la attitudine alla caccia da seguita, le funzioni più primitive del cane domestico quando vive ancora in condizioni pre-agricoltura. Questi cani ora hanno, attraverso la piccola Fury, l'opportunità di dimostrare quanto possano essere adatti anche a compiti che prevedono una base di addestramento e sono in molti certo a pensare che i Village Dogs non sono addestrabili perchè non abbastanza collaborativi ed è verissimo, dice anche il responsabile del progetto, che se ne prendi uno di 12 mesi non vi è dubbio che sia così, ma qui si confida che iniziando a costruire la relazione fin dall'età evolutiva, si possa trarre il meglio e ottenere il tipo di cane desiderato. Lavorerà per la Coservation Lower Zambesi, prima unità cinofila del parco, insieme a due Pastori Tedeschi ma l'idea è, nel futuro, di non importare cani europei che non sono francamente altrettanto adattati, sono più vulnerabili e costano molto.
I cani verranno addestrati a fiutare l'avorio, le tracce umane, le armi e, dice Jay Crafter, fondatore di Invictus K9, il nucleo specializzato di cui parliamo, se i bracconieri possono spingere questi cani nel bush per 30 miglia senza cibo nè acqua, per trovare le tracce degli elefanti, noi che siamo professionisti dovremmo fare meglio di loro!
Infine, c'è da superare la naturale reticenza delle genti africane a occuparsi dei cani, cosa che non hanno mai fatto: iniziando con i cuccioli e lavorando con loro, scoprendo quanta empatia e simpatia essi ci dimostrano, Jay è convinto che anche i Ranger si legheranno ai loro collaboratori proprio come facciamo noi.
Piccola Fury, spero tanto tu riesca in un compito gravoso come quello di aiutarci a proteggere quel poco che abbiamo lasciato..




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